Il paese delle meraviglie
Venerdì, 30 Novembre 2007
Continua il dibattito su riformati e Comunità ebraiche in Italia
Di David Piazza
Il pacato e rassicurante intervento su Kolot del 19/11 di Ugo Volli, presidente della sinagoga milanese riformata Lev Chadash, colpisce non tanto per le omissioni e le reticenze riguardo il suo movimento, quanto perché contraddice un principio che è alla base di ogni novità che si presenta su un palcoscenico già calpestato da vecchi attori, cioè quello della differenziazione. Come direbbe Veltroni, ogni novità deve portare portare una discontinuità. Read the rest of this entry »
Non siamo un’altra religione
Lunedì, 19 Novembre 2007
L’intervento del presidente di Lev Chadash sul dibattito su riformati e Comunità italiane
Caro Piazza, come presidente della più vecchia e maggiore sinagoga riformata italiana, Lev Chadash di Milano, sento il dovere di intervenire nel dibattito che avet aperto con Claudio Canarutto. Non voglio entrare in grandi temi storici, filosofici e teologici, che meritano maggiore pacatezza e tranquillità, ma solo in quella che tu chiami “noioso problema istituzionale”. Read the rest of this entry »
Sissignore, una cosa sconcissima
Mercoledì, 14 Novembre 2007
Tre lettori rispondono a Canarutto sul riconoscimento dei riformati da parte delle Comunità Ebraiche
Claudio Canarutto nel suo intervento sostiene che il “mondo ebraico riformato mantiene vivi questi principi, li insegna i propri figli e cosi facendo rende attuale l’antico messaggio, l’antica Legge dei propri Padri”. Affermazioni del genere ignorano totalmente la realtà.
Negli Stati Uniti dove esiste il maggior numero di templi riformati, spesso la metà dei membri sono non ebrei; i “Rabbi” riformati non hanno alcun problema a partecipare a celebrazioni di matrimoni misti insieme a dei preti; degli omosessuali sono stati ammessi al “rabbinato”; i figli dei riformati si sposano in percentuali crescenti con non ebrei. In effetti non piu’ “una cosa sconcissima”, ma molte cose sconcissime.
Donato Grosser Read the rest of this entry »
Gli ortodossi e le volpi
Lunedì, 12 Novembre 2007
Sull’apertura delle Comunità Ebraiche ai gruppi riformati
Di David Piazza
Claudio Canarutto, nel suo vivace intervento su Kolòt dell’8/11, perorando l’insistente richiesta dei gruppi riformati di essere accolti nelle istituzioni ebraiche italiane, solleva una lunga serie di problemi diversi tra loro che meritano ormai di essere affrontati seriamente. Vorrei dare la mia opinione su quello più noioso, quello istituzionale. Ma prima mi si permetta una considerazione generale.
Canarutto argomenta che a fronte del generale allontanamento dalla tradizione degli ebrei italiani e del fatto che oramai “i giovani si sposano chi è simpatico” e che quindi spesso contraggono anche matrimonio misto, l’ebraismo italiano dovrebbe venir meno agli standard definiti dalla halakhà ed essere più inclusivo nelle sue definizioni di chi è ebreo e di chi non lo è.
I nostri maestri, nel Pirkè Avòt suggeriscono: “Sii coda dei leoni, ma non essere testa delle volpi.” (4,20). Se seguissimo le tesi di Canarutto dovremmo quindi dire adattiamoci alle volpi, cioè all’ebraismo assimilato e smettiamola di inseguire i leoni, cioè l’ebraismo ortodosso. Read the rest of this entry »
Il passato antisemita di Enzo Biagi
Domenica, 11 Novembre 2007
“La memoria selettiva di Enzo Biagi”
di Gaspare De Caro e Roberto De Caro
Nell’intervista concessa a Luciano Nigro in occasione dei festeggiamenti per il suo ottantasettesimo compleanno nella natia Pianaccio di Lizzano in Belvedere e pubblicata il 9 agosto scorso sull’edizione bolognese di Repubblica, Enzo Biagi racconta che «Giorgio Pini, cognato di un mio zio che si chiamava come me, incontrò Mussolini alla vigilia del gran consiglio che lo destituì», cioè poco prima del 24 luglio 1943. Nigro chiosa: «Lei in quei giorni scelse i partigiani». Biagi non fa una piega: «E mi trovai con gente di ogni classe…». Non è certo la prima volta che l’illustre giornalista glissa sui particolari, e crediamo sia giusto informare i lettori che non fu affatto «in quei giorni» che «scelse i partigiani», poiché qui le date contano e l’omissione non è innocente. Read the rest of this entry »
Gli ortodossi e gli struzzi
Giovedì, 8 Novembre 2007
Un rappresentante dei movimenti riformati non digerisce l’articolo di Shadal
Passi che Shadal oltre centocinquanta anni fa’, non percepisse le grandi possibilità insite nella Riforma ebraica, che stava muovendo i primissimi suoi timidi passi. Ma volersi nascondere oggi la realtà viva, rappresentata dal 90% del popolo ebraico nel mondo, costituito, per l’appunto da ebrei non ortodossi, in gran parte riformati od anche conservatives o semplicementi laici significa comportarsi come lo struzzo, che nasconde la testa nella sabbia. Read the rest of this entry »
Emmanuel Lévinas: Il volto dell’Altro
Martedì, 6 Novembre 2007
Il grande filosofo (morto nel 1995) parla delle sue radici ebraiche, di televisione, di violenza, della società liberale.
DOMANDA N. 1 – Professor Lévinas, da giovane Lei ha trascorso un periodo in Germania durante il quale ha fatto incontri importanti. Vuole parlarcene?
Ero andato in Germania per seguire i corsi di Husserl a cui era dedicata la mia tesi di dottorato, ma il caso mi ha giocato una sorpresa: sono andato per Husserl e ho trovato Heidegger. Ho seguito le sue lezioni per due semestri; in quel periodo Heidegger era già molto celebre, non era difficile riconoscere in lui un maestro perché le sue lezioni erano stupefacenti e dalla sua figura promanava una grande autorità. Io non ero ancora al corrente dei rapporti tra Heidegger e Hitler, ma all’epoca questo non costituiva ancora un problema perché il carisma di Heidegger era indiscusso: la sua propensione per il nazionalsocialismo scompariva dinanzi all’abilità con la quale dominava i problemi filosofici. Era questo in lui che mi affascinava e, del resto, anche gli altri filosofi suoi colleghi subivano la sua influenza in modo molto forte. Si aveva l’impressione che se una cosa era stata detta da Heidegger, allora non valesse la pena discuterne. In quel periodo, Heidegger e Husserl dominavano completamente la scena filosofica, anche se Husserl non insegnava più e Heidegger era subentrato a lui nella stessa cattedra. Certo, Husserl era molto importante, ma Heidegger era straordinario per l’influenza e il fascino che esercitava sugli studenti; era veramente il grande maestro. A quell’epoca non c’erano ancora studenti francesi al seguito di Heidegger; io ero uno dei primi. E tuttavia i rapporti con la Francia non mancavano; a Friburgo, infatti, ho conosciuto Jean Beaufret che studiava filosofia della matematica, ma era allievo di Husserl. Soltanto in seguito si è “heideggerianizzato”. Come me, del resto. Read the rest of this entry »
La Riforma? Una “sconcissima” cosa
Giovedì, 1 Novembre 2007
Il famoso rabbino italiano sul fenomeno che iniziava a prendere piede anche in Italia
Cosa nuova non è abusare delle parole e colorare con bei nomi sconcissime cose (…).
Eccocene un funesto esempio. Alcuni Israeliti, bramosi di esonerarsi dalle pratiche religiose annesse al Giudaismo, e volendo fare con una specie di legalità, in guida da non avere ad essere riguardati quali empi trasgressori della Legge di Dio, mascherando il loro progetto, di totalmente abolire la Legge mosaica, sotto lo specioso nome di Riforma. Ma questo nome è egli adeguato al disegno di questi uomini? Read the rest of this entry »