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	<title>Commenti a: Non prendiamocela con i convertiti riformati</title>
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	<description>La discussione continua</description>
	<lastBuildDate>Tue, 20 May 2008 07:32:42 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: Elvio Gabriel Tamburi</title>
		<link>http://kolot.wordpress.com/2007/12/03/non-prendiamocela-con-i-convertiti-riformati/#comment-9</link>
		<dc:creator>Elvio Gabriel Tamburi</dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Dec 2007 23:24:50 +0000</pubDate>
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		<description>Gentile Dott. Piazza,

vorrei commentare che mi associo alla bella lettera del dott. Boccara, poiché anche io, nato in Italia nel 1942, ho vissuto in una famiglia dove da parte della  della nonna materna c&#039;era una tradizione  marrana. La nonna della mamma sino che visse tenne in casa sua rischiando, opere ebraiche ed altre cose di culto provenienti da una Sinagoga. Solo dopo i 20 anni ho saputo la parte della storia che la mamma aveva accuratamente evitato di raccontarci nella sua interezza.  Dunque la mia bisnonna che era stata una ostetrica  molto nota in città, conosceva tutti e aveva messo insieme un piccolo gruppo di persone marrane che pregavano con lei e cantavano. Credo non più di 4 o 5, attuando anche dei trucchi per ingannare una domestica  ovviamente cristiana. E questo malgrado che attorno a lei fossero già in attuazione le leggi razziali Dopo la guerra , da bambino ho conosciuto una di queste persone, era un ex sottufficiale di P.S. che ancora parlando della bisnonna diceva. &quot;Quando andavamo al Tempio&quot;. Ma è un ricordo che ho potuto in parte chiarire solo dopo molto tempo, ma non del tutto. Ora i miei nipoti mi dicono che anche la tomba della zia, filosofa e intellettuale si accresce di sassi portati da sconosciuti.. In ogni caso vivendo da agnostico, dopo una visita a New York, dove trascorsi alcuni giorni in compagnia  di amici ebrei ortodossi a Brooklyn, fui colto da una grande nostalgia del pensiero dei miei avi, delle loro preghiere, e in genere del pensiero ebraico. Oggi che la mappatura del genoma scopre che in due luoghi toscani (Casentino -Arezzo e Vescovado di Murlo- Siena) la popolazione è prevalentemente di origine medioorientale, potrebbe a maggior ragione individuare i legami che scendono per li rami dalla bisnonna agli avi ebrei. Insomma non solo per me, ma da tutte le bisnonne e oltre di tutti coloro che furono battezzati a forza in tutte le epoche.

Allora credo che per quelli come me, che non sono &quot;Kasher&quot;, come invece recita un sito ortodosso, e interessante da me visitato, non si possa alla mia età, che ricorrere a una comunità riformata per ricercare e trovare ciò che si è perduto per strada, specialmente nascendo durante tragici avvenimenti che hanno tenuto lontane alcune famiglie dal compiere atti di ri-conversione quando ancora si poteva facilmente andare in un Kibbutz in Israele, imparare l&#039;Ebraico e ritornare nei luoghi antichi.

Con questo non è mia intenzione dall&#039;esterno aggiungere o fare polemiche irrispettose di regole e di tradizioni messe in atto da coloro che ininterrottamente hanno vissuto l&#039;ebraismo, anche dalla parte più tragica. Solo, vorrei con questa mail aggiungere una parola per ricordare che ci siamo anche noi, figure indistinte segnate dalle vicende familiari e umane che non hanno i titoli di legalità per rivendicare un rientro e nello stesso tempo abbastanza memoria genetica e familiare per non ricordare le mitzvot osservate dagli avi.

Cordialmente shalom
Elvio Gabriel Tamburi</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Gentile Dott. Piazza,</p>
<p>vorrei commentare che mi associo alla bella lettera del dott. Boccara, poiché anche io, nato in Italia nel 1942, ho vissuto in una famiglia dove da parte della  della nonna materna c&#8217;era una tradizione  marrana. La nonna della mamma sino che visse tenne in casa sua rischiando, opere ebraiche ed altre cose di culto provenienti da una Sinagoga. Solo dopo i 20 anni ho saputo la parte della storia che la mamma aveva accuratamente evitato di raccontarci nella sua interezza.  Dunque la mia bisnonna che era stata una ostetrica  molto nota in città, conosceva tutti e aveva messo insieme un piccolo gruppo di persone marrane che pregavano con lei e cantavano. Credo non più di 4 o 5, attuando anche dei trucchi per ingannare una domestica  ovviamente cristiana. E questo malgrado che attorno a lei fossero già in attuazione le leggi razziali Dopo la guerra , da bambino ho conosciuto una di queste persone, era un ex sottufficiale di P.S. che ancora parlando della bisnonna diceva. &#8220;Quando andavamo al Tempio&#8221;. Ma è un ricordo che ho potuto in parte chiarire solo dopo molto tempo, ma non del tutto. Ora i miei nipoti mi dicono che anche la tomba della zia, filosofa e intellettuale si accresce di sassi portati da sconosciuti.. In ogni caso vivendo da agnostico, dopo una visita a New York, dove trascorsi alcuni giorni in compagnia  di amici ebrei ortodossi a Brooklyn, fui colto da una grande nostalgia del pensiero dei miei avi, delle loro preghiere, e in genere del pensiero ebraico. Oggi che la mappatura del genoma scopre che in due luoghi toscani (Casentino -Arezzo e Vescovado di Murlo- Siena) la popolazione è prevalentemente di origine medioorientale, potrebbe a maggior ragione individuare i legami che scendono per li rami dalla bisnonna agli avi ebrei. Insomma non solo per me, ma da tutte le bisnonne e oltre di tutti coloro che furono battezzati a forza in tutte le epoche.</p>
<p>Allora credo che per quelli come me, che non sono &#8220;Kasher&#8221;, come invece recita un sito ortodosso, e interessante da me visitato, non si possa alla mia età, che ricorrere a una comunità riformata per ricercare e trovare ciò che si è perduto per strada, specialmente nascendo durante tragici avvenimenti che hanno tenuto lontane alcune famiglie dal compiere atti di ri-conversione quando ancora si poteva facilmente andare in un Kibbutz in Israele, imparare l&#8217;Ebraico e ritornare nei luoghi antichi.</p>
<p>Con questo non è mia intenzione dall&#8217;esterno aggiungere o fare polemiche irrispettose di regole e di tradizioni messe in atto da coloro che ininterrottamente hanno vissuto l&#8217;ebraismo, anche dalla parte più tragica. Solo, vorrei con questa mail aggiungere una parola per ricordare che ci siamo anche noi, figure indistinte segnate dalle vicende familiari e umane che non hanno i titoli di legalità per rivendicare un rientro e nello stesso tempo abbastanza memoria genetica e familiare per non ricordare le mitzvot osservate dagli avi.</p>
<p>Cordialmente shalom<br />
Elvio Gabriel Tamburi</p>
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